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tradimenti

Asia cap 13


di MissSerena
16.03.2026    |    1.223    |    4 9.4
"” Franca mi baciò prima di uscire portandosi dietro il marito che aveva il tipico aspetto del cane bastonato, ma del resto era stato proprio lui ad infilarsi in quella strada che porta un uomo..."
“Per domani sera puoi stare tranquilla, sarò in ferie senza reperibilità.”
La telefonata di Franca fu un lampo di luce in una giornata a dir poco grigia, e del resto dopo diversi appuntamenti andati tutti male, finalmente avrebbe fatto cornuto il marito in sua presenza, ma soprattutto con me vicina.
In realtà sapevo che la donna aveva avuto un rapporto con un commesso farmaceutico, che però per lei non era stato nulla di che un po’ perché consumato in fretta, ma anche perché fatto di nascosto senza neanche poi dire nulla ad Adriano.
La sera misi a conoscenza Amedeo di quanto concordato con Franca, e lui fu forse ancor più entusiasta di me di vederla all’opera.
“Come adesso vuoi guardare anche le altre donne ?” gli domandai fingendomi un po’ gelosa.
“No però da quando m’hai detto di quello che avete fatto insieme sono un po’ curioso di vedervi insieme, e poi così Adriano non mi rompe più che lei non fa quello che gli chiede.”
“In fondo ti capisco, però sia chiaro un discorso, domani sera dovrà essere tutto assolutamente perfetto, il che vuol dire che voi guardoni dovrete stare in disparte se non chiamati da noi donne.”
“Su questo hai più che ragione.” mi rispose con un bel sorriso “Però posso garantire per me, non certo per uno che è fin troppo fissato col diventare ufficialmente cornuto. Non mi hai ancora detto chi vuoi invitare come bull, anche se so che avrai già le tue idee.”
“E qui hai ragione tu. Avevo pensato a Rodrigo e Camillo, giusto per andare sul sicuro, e poi loro sono sempre disponibili.”
“Va bene chiamali.”
Telefonai a Rodrigo che mi disse subito di sì e che avrebbe avvisato lui l’amico, che era certo avrebbe accettato senza alcun problema.
Andai quindi con Amedeo in quella che era diventata di fatto la nostra sala giochi, e gli feci spostare un paio di divani in modo d’averne uno semicircolare sistemato proprio davanti al maxischermo.
Vedendolo fin troppo eccitato decisi di fargli un piccolo regalo facendogli un paio di seghe che lo misero quasi KO, mentre io avevo già la mente al giorno dopo.

La sera seguente per puro caso arrivarono tutti e quattro i nostri ospiti quasi contemporaneamente, e dopo le presentazioni di rito portai tutti in quella che sarebbe stata la stanza per la piccola orgia.
Feci sedere i due stalloni in mezzo, con la coppia di guardoni alla loro sinistra, e noi donne alla destra, per poi accendere un po’ di musica per avere il giusto sottofondo.
Vidi che Franca era piuttosto tesa, e del resto per lei era la prima volta che metteva le corna al marito con lui presente, e decisi che era il caso di farla sciogliere un po’ con qualche gioco non del tutto innocente.
“Amore perché non vai in cucina a prendere le ciliegie ?” chiesi la mio fidanzato che quasi corse per prendere la frutta che avevo comprato proprio quel giorno.
Una volta avuto in mano il cestino con le ciliegie ne misi una nella bocca di Franca, che comprendo al volo le mie intenzioni, la leccò a lungo prima di mangiarla, per poi ripetere lo stesso gioco con me.
La seconda e la terza ciliegia gliela passai dopo averla messa nella mia bocca, in modo da poterla baciare davanti agli sguardi sempre più eccitati di tutti gli uomini presenti.
Il cesto con la frutta finì in disparte anche perché abbassai la spallina del vestito di Franca per poterle mordicchiare un capezzolo, per poi scoprirle del tutto il seno che divenne il bersaglio dei miei baci.
“Questo vestito è solo d’intralcio.” disse Franca facendolo finire per terra e rimanendo così completamente nuda, stupendo anche me, che però m’alzai per infilarle la lingua in bocca.
“Sei più porca di quel che pensavo.” le sussurrai in un orecchio.
“Più che altro sono in astinenza.” mi rispose lei nello stesso modo “L’ultimo orgasmo l’ho avuto qui con te, quindi fatti due conti…”
A quel punto non mi rimase che alzarmi per stringerla a me, ed infilarle la lingua in bocca facendo poi scivolare le mani sulle sue chiappe sode. Lei non rimase solo passiva, anzi mi fece scendere le spalline del vestito scoprendo così il mio seno, ma com’era facilmente prevedibile ben presto volle ben altre attenzioni rispetto ai miei baci e carezze.
Franca s’inginocchio vicino Rodrigo e senza alcun indugio gli tirò fuori la mazza, mostrandola poi al marito neanche fosse un trofeo.
“Vedi questo sì che è un cazzo come si deve e non come quello che ti penzola fra le gambe.” disse con rabbia al coniuge “E sia chiaro d’ora in poi voglio scopare solo con chi ne ha uno così grosso, quindi vai a scuola di seghe perché ti rimarranno solo quelle.”
“Ma Franca io…” provò a protestare balbettando Adriano
“Tu cosa ! Sono mesi che mi rompi perché scopi davanti a te e ti faccia cornuto, quindi di cosa ti lamenti ? Sino ad oggi ho sopportato il tuo sesso di merda, ma da adesso basta, se voglio scopare dev’essere come dico io, altrimenti è meglio un vibratore.”
Franca mi sembrò il classico vaso di Pandora al quale avevano tolto il coperchio, riversando sul marito anni d’insofferenza, e che finalmente poteva dare sfogo alla propria sessualità senza più alcun tabù.
Così mentre lei s’avventava fin troppo calorosamente sulla mazza di Rodrigo, io mi spogliai per poi mettermi al suo fianco.
“Mio Dio l’hai stroncato.” le sussurrai piano in un orecchio “Adesso gli andrà bene se riesce a fare una sega.”
Lei si mise a ridere lasciando così la nerchia di Rodrigo che finì subito fra le mie labbra, ben felici d’accogliere il grosso calibro del mio amante preferito.
Franca finse d’arrabbiarsi con me per poi avvicinarsi a Camillo che si sbottonò da solo i pantaloni, tirandosi poi fuori la mazza.
“Se vuoi questo è disponibile.” le disse sorridendo “E credo sia ben più grande di quello di tuo marito.”
“Certo che va bene, anche perché quella porca di Asia mi ha tolto quello con cui stavo giocando.”
Nonostante l’atmosfera fosse incandescente, un certo spirito goliardico era ben presente sia in noi donne, che nei due uomini seminudi, mentre quelli ancora vestiti rimanevano in uno strano silenzio. Se per Amedeo era quasi naturale non dire nulla durante i miei rapporti, era fin troppo evidente che Adriano era rimasto ferito dalle parole della moglie, ma che soprattutto era alquanto impaurito per quello che l’avrebbe aspettato una volta usciti da casa nostra.
Franca ed io ci scambiammo più volte le nerchie alle quale prestare le nostre attenzioni, con Camillo e Rodrigo che non smettevano mai di fare battute sia su noi due, che sui nostri compagni che inutile dire ne uscirono malissimo.
“Vedi amico mio.” disse Rodrigo “quando hai una donna che fa pompini del genere e non te la scopi è giusto che hai le corna, perché sei proprio uno sfigato.”
“Hai ragione.” gli rispose Camillo tenendomi la testa quasi schiacciata contro il suo pube “E se davvero non riesci a farla godere almeno falla battere almeno ci guadagni dei soldi, e non per guardarla e poi farti una riga di seghe.”
Vista anche la prestanza fisica dei due stalloni, né Amedeo né Adriano provarono a dire qualcosa per contraddirli, divenendo così di fatto sottomessi in modo completo.
“Adesso però basta pompini.” mi disse Camillo “Mettiti sopra e inizia a usare la fica.”
“E chi può rinunciare a un invito simile.”
M’impalai sulla sua mazza che m’entrò dentro senza trovare alcuna difficoltà, e cercando con lo sguardo Franca per vedere cos’avrebbe fatto. Lei si mise subito carponi al mio fianco, per poi ‘invitare’ Rodrigo a prenderla.
“Ho la fica che è un lago e tu il cazzo duro quindi cos’aspetti a scoparmi ?”
“Eccoti accontentata bella signora.” le rispose l’uomo sbattendole la nerchia dentro la passera “E tu cornuto guarda come si scopa una vacca come questa.”
Rodrigo si comportò come un vero maschio alfa, usando Franca come se fosse una donnaccia qualsiasi, ben sapendo che era proprio quello che più voleva lei stessa, felicissima di dare una lezione al marito che l’aveva spinta nelle braccia di un altro.
Quello che ne seguì fu una sorta di perverso carosello dove Franca ed io venivamo prese dai due stalloni in posizioni sempre diverse, con loro che ci scambiavano neanche fossimo delle figurine dei calciatori.
Quand’era possibile scambiavo con quella donna dei lunghi baci, sempre che le nostre bocche non fossero riempite dalle nerchie dei due uomini, che diedero vita anche ad una strana gara a chi dei due insultava di più i due guardoni, competizione che vinse Camillo quando disse che se hai il cazzo piccolo non devi neanche andare a puttane, figuriamoci sposarsi.
Alla fine, mi ritrovai carponi con Franca nella stessa posizione alla mia destra, e i due tori da monta che ci martellavano le passere senza darci un minimo di tregua, facendo sì che arrivassimo tutti e quattro più o meno contemporaneamente all’orgasmo.
Come ultimo segno di falso disprezzo nei nostri confronti, sia Camillo che Rodrigo ci vennero in faccia, facendo così modo che poi si ci potesse leccare il viso a vicenda, per scambiarci il loro sperma con languidi baci a bocca aperta, sino a quando non fummo entrambe pulite.
“La prossima volta che vuoi vedere tua moglie godere chiamami pure.” disse Rodrigo ad Adriano dandogli il suo biglietto da visita “E se vuoi veniamo in due perché da solo non riuscirei mai a scoparla fica e culo nello stesso momento, e credimi non vede l’ora di farlo anche se non te lo dice per non sembrare più puttana di quel che è.”
“Va bene.” gli rispose Adriano facendo la figura del perfetto imbecille, mentre Amedeo teneva un atteggiamento più distaccato, cercando quasi di non farsi vedere.
“Allora Franca credo che tu non ti possa lamentare, insomma t’ho visto godere e non puoi certo dire che hai fatto finta.” le dissi sorridendo.
“Non sai quanto mi ci voleva una scopata del genere. Peccato solo che non si sia potuto andare avanti, ma domani devo svegliarmi all’alba e un po’ devo dormire.”
“Quindi con me non fai nulla ?” le chiese il marito con la delusione scolpita sul suo viso.
Non so come non esplosi a ridere, impresa nella quale non riuscì la mia nuova amica che iniziò ad inveire contro il coniuge, tirando fuori quello che forse tratteneva dentro da troppo tempo.
“E cosa ci faccio col tuo ridicolo cazzo ? Te lo potrei tagliare per usarlo come uno stuzzicadenti, ma sia chiaro che posso farmi scopare da te solo per pietà, ma mai dopo esser stata con un vero maschio. Almeno Amedeo ha il buon senso di rimanere in silenzio, mentre tu riesci solo a dire una stronzata dopo l’altra, e del resto sei un cazzone calzato e vestito.”
“Franca io non ti permetto…”
L’uomo non riuscì a terminare la frase che fu colpito da uno schiaffo in piena faccia da parte della moglie, che non so come non continuò a picchiarlo.
“Tu non puoi permetterti neanche di parlare !” gli urlò Franca in preda ad una sorta di raptus di follia “Anzi dammi il biglietto di Rodrigo che è meglio che tenga io, e ti va bene se la prossima volta ti faccio guardare mentre mi scopa, perché se continui a rompere vado da lui e fine della storia.”
“Senti secondo me hai ragione a voler prendere in mano la situazione, e del resto non potrebbe essere altrimenti.” dissi cercando di sedare un po’ gli animi “Però se permetti sono curiosa di vedere com’è il cazzo di tuo marito, così tanto per fare.”
“Va bene tu tirati giù pantaloni e mutande, quanto a te Asia puoi anche ridergli in faccia, tanto è solo quello che si merita.”
Se pur in evidente imbarazzo Adriano fece quanto gli aveva appena ordinato la moglie, tirando fuori un pene che non reggeva il confronto con quello di Rodrigo o Camillo, ma soprattutto era fin troppo turgido per non essere anche prossimo allo schizzare sperma non appena chiunque l’avesse toccato.
“Dai non che è proprio ridicolo.” dissi mettendomi un po’ dietro di lui e prendendogli in mano l'attrezzo “Anche se scommetto ci metto meno d’un minuto a farlo venire, Franca che ne dici di prendere il tempo ?”
“Vai anche se ti piace troppo vincere facile.”
Dopo neanche trenta secondi mi ritrovai la mano piena del seme di Adriano, che per punire gli spalmai sulla faccia neanche fosse una crema di bellezza, mentre la moglie rideva quasi a crepapelle.
“Rivestiti e vattene.” gli dissi sprezzante “Quanto a te chiamami pure quando vuoi perché non vedo il motivo di non ripetere una serata come questa.”
Franca mi baciò prima di uscire portandosi dietro il marito che aveva il tipico aspetto del cane bastonato, ma del resto era stato proprio lui ad infilarsi in quella strada che porta un uomo ad essere il perfetto cornuto e contento.

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